Petrit Halilaj & Alvaro Urbano

 

Petrit Halilaj & Alvaro Urbano

 

EN
 
*1986 in Skenderaj-Kosovo
*1983  in Spain
both live and work in Berlin, Germany
 
Petrit at Night 1, 2020
Petrit at Night 2, 2020
 
Petrit at Night 3, 2020
 
Wood, metal, sound
Courtesy of the artist and Chert Lüdde, Berlin
Alvaro at Night 1, 2020
Alvaro at Night 2, 2020
 
Wood, metal, sound
 
20 x 23 x 36 cm
 
Courtesy of the artist and Kamel Mennou, Paris, London
 
 
Alvaro at Night 3, 2020
Wood, metal, sound
Courtesy of the artist and
Travesia Quatro, Mexico
 
 

“Sono qui per ricordarti che hai dimenticato qualcosa a quei tempi, ma sei sopravvissuto.”

La ricerca di Petrit Halilaj potrebbe essere considerata come parte della corrente artistica e letteraria del realismo magico, in cui si mescolano realtà ed immaginazione, elementi politici e folcloristici, memoria personale e collettiva.

Petrit Halilaj parte da un passato traumatico dove la sua esperienza personale è strettamente legata alla storia del suo Paese d’origine, il Kosovo. La sua pratica consiste nel ripercorrere i fatti del passato, trasformandoli in un universo immaginario che possa risvegliare la coscienza collettiva ed individuale. Gli elementi della realtà costituiscono un dizionario simbolico che comprende uccelli, canarini e polli, il nido, l’ocarina – strumento musicale neolitico, le falene e molto altro.

Nell’ambito della Biennale Gherdëina 7, Halilaj e Alvaro Urbano presentano “Petrit at Night” / “Alvaro at Night”, in cui gli artisti hanno costruito delle casette per uccelli e vi hanno collocato delle fotografie l’uno dell’altro mentre dormivano. Ognuna delle casette per uccelli contiene i suoni del sonno di Halilaj o di Urbano e diventa un sottile, giocoso e intimo interludio all’ambiente urbano.

IT
 
*1986 in Skenderaj-Kosovo
*1983  in Spagna
entrambi vivono e lavorano a Berlino, Germania
 
Petrit at Night 1, 2020
Petrit at Night 2, 2020
 
Petrit at Night 3, 2020
 
Wood, metal, sound
Courtesy of the artist and Chert Lüdde, Berlin
Alvaro at Night 1, 2020
Alvaro at Night 2, 2020
 
Wood, metal, sound
 
20 x 23 x 36 cm
 
Courtesy of the artist and Kamel Mennou, Paris, London
 
 
Alvaro at Night 3, 2020
Wood, metal, sound
Courtesy of the artist and
Travesia Quatro, Mexico
 
 

“Sono qui per ricordarti che hai dimenticato qualcosa a quei tempi, ma sei sopravvissuto.”

La ricerca di Petrit Halilaj potrebbe essere considerata come parte della corrente artistica e letteraria del realismo magico, in cui si mescolano realtà ed immaginazione, elementi politici e folcloristici, memoria personale e collettiva.

Petrit Halilaj parte da un passato traumatico dove la sua esperienza personale è strettamente legata alla storia del suo Paese d’origine, il Kosovo. La sua pratica consiste nel ripercorrere i fatti del passato, trasformandoli in un universo immaginario che possa risvegliare la coscienza collettiva ed individuale. Gli elementi della realtà costituiscono un dizionario simbolico che comprende uccelli, canarini e polli, il nido, l’ocarina – strumento musicale neolitico, le falene e molto altro.

Nell’ambito della Biennale Gherdëina 7, Halilaj e Alvaro Urbano presentano “Petrit at Night” / “Alvaro at Night”, in cui gli artisti hanno costruito delle casette per uccelli e vi hanno collocato delle fotografie l’uno dell’altro mentre dormivano. Ognuna delle casette per uccelli contiene i suoni del sonno di Halilaj o di Urbano e diventa un sottile, giocoso e intimo interludio all’ambiente urbano.

DE
 
*1986 in Skenderaj-Kosovo
*1983  in Spanien
beide leben und wohnen in Berlin, Deutschland
 
Petrit at Night 1, 2020
Petrit at Night 2, 2020
 
Petrit at Night 3, 2020
 
Wood, metal, sound
Courtesy of the artist and Chert Lüdde, Berlin
Alvaro at Night 1, 2020
Alvaro at Night 2, 2020
 
Wood, metal, sound
 
20 x 23 x 36 cm
 
Courtesy of the artist and Kamel Mennou, Paris, London
 
 
Alvaro at Night 3, 2020
Wood, metal, sound
Courtesy of the artist and
Travesia Quatro, Mexico
 
 

“Sono qui per ricordarti che hai dimenticato qualcosa a quei tempi, ma sei sopravvissuto.”

La ricerca di Petrit Halilaj potrebbe essere considerata come parte della corrente artistica e letteraria del realismo magico, in cui si mescolano realtà ed immaginazione, elementi politici e folcloristici, memoria personale e collettiva.

Petrit Halilaj parte da un passato traumatico dove la sua esperienza personale è strettamente legata alla storia del suo Paese d’origine, il Kosovo. La sua pratica consiste nel ripercorrere i fatti del passato, trasformandoli in un universo immaginario che possa risvegliare la coscienza collettiva ed individuale. Gli elementi della realtà costituiscono un dizionario simbolico che comprende uccelli, canarini e polli, il nido, l’ocarina – strumento musicale neolitico, le falene e molto altro.

Nell’ambito della Biennale Gherdëina 7, Halilaj e Alvaro Urbano presentano “Petrit at Night” / “Alvaro at Night”, in cui gli artisti hanno costruito delle casette per uccelli e vi hanno collocato delle fotografie l’uno dell’altro mentre dormivano. Ognuna delle casette per uccelli contiene i suoni del sonno di Halilaj o di Urbano e diventa un sottile, giocoso e intimo interludio all’ambiente urbano.